martedì 2 ottobre 2012

Parole

GIBILE' - dialettale, milanese: giubileo, casino. Da qui, il maxi evento organizzato all'Osteria del Biliardo anche da gallone. Un mercatino dell'autoproduzione e del recupero, storie per bambini, laboratori, GGTarantola coi suoi quadri, anziani alle stecche o alle carte, genitori allo sbaraglio. Abbiamo unito Affori e parecchia Milano nello stesso cortile, senza bandiere, solo bicchiere. Abbiamo riunito le generazioni.

BILIARDO 1 Gioco in cui biglie d'avorio vengono colpite con stecche o spinte con le mani su un apposito tavolo e secondo particolari regole 2 Locale in cui si gioca a biliardo 3 Filosofia esistenziale fondata sulle imprevedibili traiettorie del destino e sull'audacia come via per ottenere il castello.

ARS GRATIA ARTIS - ovvero, perché lo fai, Inadeguabile gallone? Lo faccio perché lo farei anche se mi legassero, perché mi viene da farlo ovunque, perché lo antepongo anche al lavoro e quindi per assimilazione anche al denaro, lo faccio perché mi piace di più pensare a fare cose belle che alle cose brutte che ho da fare, lo faccio perché è una maniera di moltiplicare la realtà, di moltiplicare la percezione, lo faccio perché mi misura con me stesso, lo faccio perché è il mio modo di viaggiare, lo faccio perché ho sempre sognato di farlo e farlo ora è come vivere in un sogno, lo faccio perché ci sono delle persone che ora aspettano io lo faccia, lo faccio perché lui vuole che io lo faccia, e se fosse possibile viverne, farei solo quello, e se mi pagassero per farlo, prenderei i soldi finché non cercherebbero di comprarmi. Ma sono solo un artista che non sa vendersi.

SOLLIEVO - Eliminare la zavorra dal bagaglio durante il proprio percorso. 

lunedì 17 settembre 2012

Quando anche gli Dei sentono quello che senti tu.

"... quando scrivi una storia (a fumetti), e vedi una direzione che non hai mai preso prima, una carraia nascosta, la curiosità ti assale e volti per quella stradina sterrata, per andare a vedere cosa c'è. E i lettori, che non si ritrovano sulla solita tangenziale (di Ratman), si spaventano e dicono delle cose di disappunto, perché volevano andare sulla tangenziale, invece non sanno dove si trovano.
Allora vorrei che i lettori si fidassero del guidatore. Sono sempre io, non vado forte, non farò mai delle manovre azzardate, ho preso delle gran multe per divieto di sosta, lo ammetto, ma voglio solo portarvi in un posto che secondo me è bellissimo, vorrei che lo vedeste anche voi.
Quante volte vi ho portati in posti belli? Due tre volte, almeno, dai. Magari ne esce fuori una quarta!
[...]
Vedrete che ci sono tante storie meravigliose da leggere, di cui magari ignoravate l'esistenza, perché avete sempre fatto la tangenziale."

Leo Ortolani parla di Ratman e io potrei usare le stesse parole per descrivere l'avventura editoriale di Lapidi d'Asfalto. Ortolani non si adegua, ma apre la strada. Sarà per questo, che lo amo, da Inadeguabile. Sarà per questo, che lo seguo. 

NOTA BENE: Ratman di Leo Ortolani è, senza ombra di dubbio, una delle opere di narrativa migliori prodotte in Italia negli ultimi vent'anni. Sicuramente la migliore seriale. Si è evoluto, o meglio si è svelato, da fumetto demenziale a profonda riflessione sulla scrittura, e sulla mitopoietica dell'eroe e del supereroe, che altri non è che l'eroe ai tempi del consumo, il sogno ai tempi del prodotto. Ma non ci azzecca nulla, questa manfrina qui. Ratman di Leo Ortolani, l'opera più divertente e commovente e stimolante che mi capiti di leggere, esce in edicola ogni due mesi. Non gli ho mai scritto. Lo leggo. Lui non sa quanto lo stimo. Ortolani intendo. E poi...
E poi una domenica apro l'albo del giorno prima, perché io Ratman lo leggo sempre dopo un po' che l'ho acquistato per farmelo durare di più, magari lo faccio leggere prima a Giulia e poi lo leggo io. Lo apro, salto la storia, vado alla rubrica della posta. Cita le polemiche sui forum di Ratman per le sue ultime storie che non fanno ridere, ma faranno la storia del fumetto. E trovo la mia storia. Ortolani mi perdonerà se l'ho citato testualmente. Lo ringrazio, per quello che mi ha dato dal 1999, quando lo scoprii, ad oggi.

lunedì 10 settembre 2012

Esserci per non esserci, non esserci per esserci.

C'è un motivo per cui non pubblico niente su questa pagina dal 26 aprile. Anzi, ce ne sono molteplici, troppi e nessuno, probabilmente. Tra le cause, il meccanismo di fagocitazione alla base dello Spettacolo, come insegna Debord e come si è verificato con le controculture assurte a istrionici buffonismi modaioli: la fagocitazione di ogni gesto innovativo, di rottura, di rivolta lo rende inefficace e comporta la negazione di ogni possibile innovazione, rottura, rivoluzione. In tale contesto, un'avanguardia letteraria o artistica non può esistere, o meglio, può sussistere ma solo in condizioni di silenzio, essere soltanto al di fuori del sistema Cultura/Consumo. Esprimere un pensiero dissenziente rafforza comunque il pensare comune dissentito. Chi dissente, dunque, può solo rinchiudersi in una riserva pellerossa, magari idillio per chi la vive dall'interno, e curiosa bizzarria per chi la vede dall'esterno (1). 
Amaro pensiero, dunque, ma da un certo punto di vista non rimane che il silenzio, o perlomeno il silenzio mediatico e pubblico, per chi soffre questa situazione sociale e culturale. Ma sarebbe giustificatorio e semplicistico affermare che l'Inadeguabile non si è espresso per non essere adeguato. 
Eppure anche quando l'Inadeguabile ha gridato, come accadde a Zarathustra, il popolo ha riso invece che indignarsi, allarmarsi, o semplicemente riflettere. Anche quando l'Inadeguabile ha cantato nuovi canti, il popolo l'ha ignorato. A chi offrire un'innovazione, se la Cultura imperante vuole confortevoli abitudini fondate sulla sicurezza di sapere cosa aspetta? Non vale più la qualità della barzelletta, si ride perché come cani di Pavlov siamo stati riprogrammati per ridere quando qualcuno racconta una barzelletta. Nel noir per valere qualcosa basta citare il Tuttocittà. E per pubblicare, vi assicuro che l'editoria per conoscenza è ben più vituperabile di quella a pagamento.
L'Inadeguabile ha agito, nel proprio piccolo, si è sgolato. Ha percorso fessure tentando di aprire nuovi sentieri. Per fortuna non c'è riuscito, per fortuna non ha avuto successo, per fortuna ha dovuto soffrire la frustrazione dell'indifferenza, perché altrimenti avrebbe fronteggiato il proprio fallimento. 
Da piccolo, leggevo i fumetti Marvel/Corno. Una delle cose che mi è rimasta in testa, sono alcune pagine di un vecchio Ghost Rider. Ghost aveva un superproblema che era una supermaledizione: era lo Spirito della Vendetta, vendicava, non salvava. Arrivava sempre dopo il crimine, non poteva prevenirlo. Era necessario che il male avvenisse, perché si attivassero i suoi poteri. Era necessario che fallisse. Gli altri supereroi potevano arrivare in tempo, lui poteva arrivare sempre, e solo, troppo tardi. E quella sensazione, di dover necessariamente fallire, già alle elementari ti fa maneggiare delle riflessioni che la vita ti pare un paradosso.
Eppure, siamo qui. 
Nonostante l'indifferenza, gli insuccessi, gli insulti, siamo qui. Siamo qui per chi riconosce Andrea Ferrari quello dei libri in campeggio in Albania, per la bella signorina che riconosce gallone in uno studio notarile in largo Donegani. Siamo qui per chi ci supporta, ci sorride, ci consiglia. Siamo qui per chi ci accoglie.
Siamo qui perché non si combattono solo le battaglie vincenti. Ma ci rende uomini combattere quelle che non possiamo vincere. 

(1)Mi viene da pensare alla Villetta Occupata di via Litta Modignani, un luogo splendido, estremo, e davvero al di fuori della regola imposta, ma che per la maggior parte degli abitanti parassitari della zona è il recinto delle scimmie, buffe da vedere, maleodoranti e rumorose, e che non sono evolute come loro...

giovedì 26 aprile 2012

Lapidi d'Asfalto: la letteratura si fa Inadeguabile



A casa di Deborah, a casa di Giulia, in libreria o in vendita sulla rete, Lapidi d'Asfalto è la fuori. Come loro. Come voi. Come te.

francesco gallone "LAPIDI D'ASFALTO" Eclissi Editrice
9788895200392
176 pagg, 12 euro

domenica 8 aprile 2012

Noi Saremo Ivi



E a parte tutto, a parte i grandi nomi, a parte la sfilata Eclissi delle 17, a parte tutti i post su LINKiesta che non vi ho linkati in questi mesi, a parte la fatica le incomprensioni le assenze, a parte le patinature i circoli Arci le velleità, a parte che se non venite vi perdete un evento e un poco pure mi offendo, a parte che la Libreria di riferimento per merito di Andrea è LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO info@libreriapopolare.it tel. 02-29513268 a parte che è la festa per i cinque anni di Eclissi, a parte Riccardo Sedini Giallomania, a parte tutte le cose che renderanno la giornata divertente e straordinaria, ecco, qui troverete in anteprima disponibili e presentati LAPIDI D'ASFALTO, il nuovo Inadeguabile romanzo di gallone, e MALA FEMMINA, il nerissimo poliziottesco seguito di PIOMBO di Riccardo Besola. Ecco.

venerdì 2 marzo 2012

Idi di Marzo

Quando i giovani hanno smesso di essere il futuro, ho iniziato a sentirmi vecchio. Ma questa è un'altra storia.
Giovedì 8 marzo potrete acquistare in formato ebook, per le edizioni MilanoNera, Milano Corri o Muori, il prequel di Milano è un'arma, di quel francesco gallone che ha ricevuto anche questa epistola.
Invece, beccatevi 'sto post di Andrea Brandelli proveniente da Facebook: "
Verso la virtù viziosa.
Verso la virtù viziosa come cedrata in un bicchiere ghiacciato, fuori è inverno e dentro di più. Le parole scappano sotto le dita e i tasti si piegano in un gesto estetico chiaro, nitido perfino sonoro. Batto a ritmo con la musica che distribuisce dissonanze e urli in parti decisamente diseguali. Tempi morti. Ho le idee chiare di solito, e sono confuso. Ho la traccia nella testa, su fogli sparsi ci sono linee che s’intrecciano, commenti che si censurano e abbozzi di ciò che forse diverrà preminente. Un libro in poche parole; prima il messaggio, la cosa da dire, da fare arrivare da farvi arrivare. Poi il contorno, la storia, come si dice la fabula. Poi le sotto fabule, i sotterfugi e le sottane. I sottotitoli scaricati da internet e i sottaceti mangiati di nascosto. La nostalgia. La virtù viziosa che si alimenta di lontananze e ricordi e che se non è fisica si fa almeno temporale. L’idea del passato. Il passato non è migliore. Preferisco i pezzettoni. Tocchi di ricordo idealizzato, idilliaco, glorioso, fermentato. Il fermento del passato gioca a briscola con il ribollire del presente e il dormire del futuro. La nostalgia è una virtù, bisognerebbe conservarla. La nostalgia è la verginità del nuovo millennio. Il mio lavoro è come l’olio. Extravergine. Non sono un mago dei sillogismi, e con le equazioni me la cavavo male, ma credo di aver reso l’idea. Vorrei che vedeste la nostalgia, che non è necessariamente tristezza. A volte è grazia e a volte è rabbia. Soprattutto quando si torna sul luogo del desiderio. Se sul luogo del desiderio ci si vive per troppo amore, allora la nostalgia si fa vizio. Si fa ricordo. Si fa profumo, circostanza e ripetizione. In schemi definiti, preordinati e pre provati. La nostalgia gioca un 4-4-2 pulito. L’odio se la vive in contropiede, la soddisfazione e l’appagamento fanno un 3-5-2. La miseria gioca a uomo. Sara mi ha regalato un film per Natale. Un film che è pura nostalgia per me. Un film che diverrà di nuovo presente al momento della visione e il cui ricordo si condirà della presenza di lei. Così le vecchie emozioni si mischieranno alle nuove e ciò che era vecchio sarà di nuovo nuovo. Mio, nostro, ma con i capelli più corti. I baffi sono un ricordo troppo rado. Intanto imparo a scrivere in prima persona e torno alla terza senza retrocedere. Come un rientro a casa dopo un giorno di pensieri laboriosi. Come un aggettivo che non qualifica, ma che gioca bene uguale. Come un boemo bohemien. Con una città da rimpiangere, da inseguire e da dipingere. Non fotografo, e in realtà non pitturo neppure, forse cesello, modello, mi sporco gli occhi e scandisco le parole come battiti del cuore sui tasti neri che mi sembravano amici solo una trentina di righe prima. Ma sono necessari. Prendo un drammone strappalacrime sulla nostalgia, che nella mia testa gira a perfezione e lo rovinerò facendo si che a tutti sembri una cosa divertente. Forse anche questa è nostalgia. Nostalgia delle matte risate che mi sono fatto leggendo il tuo libro. La consapevolezza non si adegua, fugge e si fa nostalgia.
 Non è bellissimo?