domenica 14 aprile 2013

Milano Calibro Noir 2013

Gli Inadeguabili e Riccardo Besola, con la collaborazione di Luca Crovi, hanno organizzato anche quest'anno il Milano Calibro Noir, allo Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia 89. C'erano un sacco di autori di genere maschile e femminile. Procediamo con un elenco di notizie importanti da divulgare riguardo alla serata, una sorta di bollettino del MIcal.noir:
- il rinfresco è stato offerto da una signora in pensione. Anzi, da una Signora. La quale non ha badato a spese per la buona riuscita della serata. Anche la povera Valeria Corciolani ha contribuito con una vagonata di focaccia di Rapallo, ricambiata per la cortesia con l'assenza dei suoi libri: per vendicarsi, ci ha ingolositi tutti con la leggenda del latte fritto. Molti liquidi alcoolici sono stati schierati in campo dagli Inadeguabili.
- Stefano Covri è un grande. Davvero, un grandissimo. A parte che già esteticamente ti vien voglia di prenderlo, farlo sedere, affettare del salame, riempire i bicchieri e chiacchierarci. Però poi a parlarci ti vien voglia di farlo davvero. E ad ascoltarlo suonare quella voglia diventa un dovere, verso te stesso. Grazie Stefano!
- ho milioni di considerazioni da fare, ma a volte è meglio non considerare, specie se non si viene considerati. Sarebbe superfluo ringraziare qui tutti gli scrittori presenti, li ho ringraziati dal vivo, magari solo con un sorriso, o con una chiacchierata, o con un rapido saluto. Posso soltanto dire, senza tema di menzogna, che la serata è perfettamente riuscita, grazie a Crovi, Covri, grazie al vino, ai salatini, grazie a chi ha investito il proprio lavoro e il proprio tempo come Guido della Libreria di via Tadino, come i ragazzacci di Bloodbuster, come i ragazzi dello Spazio Teatro 89, come gli Inadeguabili, le loro compagne, Besolino.
- e in ultimo, lo sapete o no, che Operazione Madonnina è in libreria, per Fratelli Frilli? Accattetevillo!

giovedì 11 aprile 2013

L'idi0ta ospita la Madonnina. E sono strazi.

Ecco il video della lunga puntata de l'idi0ta su Radio Mach5 dedicata al terzetto che ha scritto Operazione Madonnina. Del libro scriveremo presto, intanto puppatevi questa lunga chiacchierata!

radiomach5 on livestream.com. Broadcast Live Free

martedì 2 aprile 2013

Io non piango, davvero.

Alcune persone muoiono, e morendo ci lasciano soli, altre muoiono, ma non ci lasceranno soli mai, perché quello che ci hanno lasciato è ciò che ci hanno dato in vita.
Per questo, penso di non poter dolermi per qualcuno che è morto anziano, dopo aver vissuto una vita straordinaria fatta di fama, successi, stima, anche soldi, ma soprattutto, soddisfazioni.
Non è una morte a dispiacermi, ma è l'esempio di una vita a esaltarmi, a donarmi speranza, per la mia e quelle altrui, per le vostre, per le nostre, per quelle di tutti coloro che non hanno avuto una possibilità, per cui non ci sono state orecchie ad ascoltare, occhi ad ammirare, mani a stringere, labbra a sorridere.
Io non piango, davvero.

lunedì 25 marzo 2013

Ladri di Madonnine al Milano Calibro Noir 2013


Se non mi rapinano più per la strada di notte, se il Tribunale riuscisse a darmi le istruzioni corrette per avere il mio Decreto di Trasferimento invece che sbanderuolarmi sull'ATM che la casa m'è costata più di biglietti del tram, se la mia bancarella non fallisce, se non mi viene l'esaurimento - l'esasperazione l'ho già - , se le gatte ci lasciano dormire, se la cervicale non desse retta all'umidità, se non mi sarò speso tutto prima, se staremo in salute che visto come vanno le cose mi sa che non proprio, bene, se non dico andrà tutto bene ma risultasse almeno una situazione di stallo per cui annaspando e tentando di non ingoiare ciò in cui annaspo, mi troverete qui, con un sorriso, perché il derubbato che soride toje quarcosa ar ladro, diceva Shekspir, insieme ai miei amici, l'Inadeguabile Andrea Ferrari e l'inafferrabile Riccardo Besola, a presentare in anteprima il nostro romanzo a tre penne "OPERAZIONE MADONNINA", ambientato a Milano nel 1973, pubblicato da Fratelli Frilli. Se voleste saperne di più, un giorno ve ne parlerò. Oggi no. Oggi ho solo voglia di bere.

martedì 19 febbraio 2013

Mendicanti

Stamattina, per il mercato di via Eustachi, li ho visti passare. 
Insistevano coi passanti, rivolgendosi loro tentando di costituire un legame di simpatia, o di gravità. Erano talmente insistenti da disturbare anche quelli indaffarati a fare altro. Avanti e indietro per il mercato, o fissi agli angoli della strada. Tutto per elemosinare un privilegio, per mendicare una piccola ricchezza, per trovare sostegno ad ottenere quello che per merito, o per impegno, non avrebbero. 
Non erano gli zingari, o meglio, le ormai famose zingare di via Eustachi, stavolta: c'erano anche loro, ma mendicavano con maggiore dignità, con ostentata sicurezza. 
Domanda: chi erano secondo voi questi mendicanti, e perché?

lunedì 11 febbraio 2013

L'Anno del Serpente

Ieri abbiamo partecipato ai festeggiamenti del Capodanno Cinese nella nostra Chinatown milanese, via Paolo Sarpi. In realtà, vi avevo sempre partecipato, ma il sindaco precedente aveva combinata una tale frittata che i cinesi la parata non l'hanno più fatta fino a quest'anno.
Al bentornato Dragone, coi Cani o Leoni che siano, colle Lanterne Volanti, e le signorine coll'ombrellino, aggiungo un cruccio.
Ho saputo che il personale della Fabbrica del Vapore, alle 18:45 di ieri, è uscito nel cortile a intimare in malo modo ai ritardatari di smettere di accendere lanterne volanti. I cinesi rimanenti avevano ancora poche lanterne, il permesso è vero che era fino alle 18:30, ma le lanterne erano davvero poche e invece molto importante è questa tradizione per i cinesi. Insomma, fatto sta che il personale ha stracciato le lanterne dei festaioli, mandandone in furia uno (trattenuto fortunatamente dai suoi compagni). Poi il suddetto personale ha chiamato i ghisa (forse avevano paura della furia di Chen).
Insomma, il Capodanno Cinese finché fa pubblicità alla Fabbrica del Vapore è bello e segna l'integrazione, ma un quarto d'ora di troppo rompe i coglioni e allora fuori dalle palle. Questo è il senso dell'integrazione, del la compartecipazione alle tradizioni, dell'incontro?
Non so se questo sarà l'anno del Serpente o l'anno del Biscione, se il Papa abdica per lasciare il posto al Cavaliere, ma una cosa la vorrei per l'anno che viene: che certa gente di merda imparasse a stare al mondo.

martedì 5 febbraio 2013

XI° : Non parlare di politica a tavola

Intraprendere un percorso di realizzazione personale implica, lungo questa via impervia, di incappare in ostacoli che ci guasteranno l'umore. Quindi, nel caso mio personalissimo, capita che sulla scala laboriosa che passa tra la mia infanzia e lo scrivere libri, raccontare storie, io attraversi questioni quotidiane, tipo un lavoro di sussistenza, il contratto luce/gas, il mal di testa, e questioni più rare o sporadiche, quali i lutti o le elezioni.

Esprimere il proprio diritto di voto con una scelta tra opzioni sgradite e sgradevoli, significa per me non rispettare i propri diritti. Nella vita ho fatto sempre scelte di stomaco e di cuore, a costo di compiere pure quello meno furbe o meno intelligenti. Il fatto che io non abbia ancora oggi un lavoro stabile e sicuro è indicativo di quanto perseguire la Via della Scrittura sia un gesto stupido agli occhi dei più. Compiere scelte con lo stomaco e con il cuore ha fatto sì che io oggi mi senta realizzato, seppure ancora parzialmente, anche sul piano sentimentale.

E ieri sera ho capito, grazie a Giulia, due cose: la prima è che non si parla di politica a tavola; la seconda, è che qualsiasi voto intelligente segue dei percorsi talmente stupidi da risultare ancora più stupido. A fronte di una sinistra disgustosa, non serve votare una destra imbarazzante; e in opposizione a una destra imbarazzante, non ci si può affidare comunque a un centro-sinistra disgustoso.

E ancora: perché se ho la barba mi si crede di sinistra, e per il lavoro che faccio mi si crede di destra? Io sono, e sono sempre stato, anarchico. Al massimo, socialista utopico come Morris. E se dovessi dimostrare le mie simpatie partitiche attuali, scontenterei tutti, perché in nessuno vedo un bene per me e per chi mi sta accanto.

E dunque ho deciso. Che non userò il cervello, nessun ragionamento, perché con gli stupidi e i disonesti è inutile ragionare: utilizzerò quelle categorie di giudizio che mi han portato fin qui, stomaco e cuore, per rispetto di me stesso e delle persone che amo.
E non farò una X in un cerchio. Cerchierò una A.